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pag. 2
LA VOCE
IO SONO
UN LAICO
Gentile Direttore.
mi capita spesso di leggere «La Voce» in ca-
sa di parenti cui perviene regolarmente il perio-
dico da Lei diretto.
Dall'ultimo numero ho appreso che «La Vo-
ce» ha celebrato il suo ventennale e. pertanto
consenta anche a me di esprimere le più vive
feticftazioni con gli auguri più fervidi di un co-
stante proficuo sviluppo di questa apprezzata
pubblicazione che mensilmente ragguaglia i let-
tori. concittadini e villeggianti, di quanto acca-
de a Montefiascone e di quanto viene program-
mato per migliorarlo sotto ogni aspetto.
L'ultima lettura mi ha permesso di constata-
re anche un più diffuso notiziario ed una più
ampia disamina dei problemi particolarmente
interessanti ed eterogenei. Ciò sta a dimostrare
la volontà della redazione di estendere l'infor-
mazione ai settori più disparati uscendo così
dal canone un po' ristretto del passato, conse-
guente alla originaria matrice pressoché par-
rocchiale del periodico, peraltro più che giusti-
ficata. se si considera che la stragrande mag-
gioranza degli abitanti è cattolica praticante.
Io sono un laico, un laico però che si associa
con sincero rammarico all'articolista che. a
pag. 13. ha denunciato all'opinione pubblica il
vandalico, incivile ed irriverente comportamen-
to di chi ha preteso offendere l'immagine della
Madonna in maniera tanto volgare e depreca-
bile. Come pure mi discosto da chi. tempo ad-
dietro. riportò in maniera sarcastica e tanto in-
generosa. l'attività svolta dai Testimoni di
Jehova. La Chiesa di Roma da tempo ha teso
la mano a tutte le altre Chiese e Comunità reli-
giose auspicando l'iter ecumenico della Cristia-
nità. Lo Stato Italiano, dal canto suo e nel ri-
spetto della Costituzione, riconosce e garanti-
sce libertà di parola e di manifestazione a
chiunque professi un diverso credo di fede.
Ciò premesso ed ancora riferendomi all'ulti-
mo numero pubblicato, mi entusiasma richia-
mare il comunicato dal titolo «Cento di questi
giorni!» a Sua firma che. verso la fine, ha defi-
nito lo spirito del periodico «Una voce libera,
chiara ed indipendente, svincolata da qual-
siasi condizionamento». E una verità che
conferma l'ampliato orizzonte cui ho fatto teli-
no e la disponibilità ad ospitare democratica-
mente opinioni diverse ed opposte tendenze già
anticipate con «La piccola cronaca dei nostri
nonni» in cui si ricorda doverosamente Oreste
Borghesi, emerito sindaco socialista, nonché gli
episodi stralciati da «Il Falisco». giornaletto lo-
cale del primo novecento di impronta decisa-
mente laica. Molta acqua è passata sotto il ...
Tevere a facilitare il superamento di certe linee
di demarcazione ideologica che non hanno più
senso reale come, ancora una volta, ha dimo-
strato la reeente scomparsa del grande Guttu-
so: comunista e cristiano di tutto rispetto, co-
me altri prima di lui. Mi sembra opportuno ri-
cordare il Movimento dei Comunisti Cattolici
dell'immediato dopo guerra di cui non fu certa-
mente avversario Carlo Salotti, l'insigne Princi-
pe della Chiesa, proveniente proprio da questa
Diocesi. Come è altrettanto opportuno dimenti-
care l'appellativo di «senza Dio», la scomunica
e il diniego dell'accesso in Chiesa anche da
morti a tutti coloro che avevano il peccato di
essere iscritti al Partito Comunista.
Tutto è lecito e si può conciliare quando il
pensiero e l'azione sono espressione di onestà
e rettitudine nel convincimento di bene operare.
Appare, dunque, quanto mai auspicabile che
«La Voce» coerente alla indicazione del Suo
Direttore dia spazio a chiunque voglia animare
il periodico con proposte ed argomenti anche
se non condivisi, proprio per farne una autenti-
ca palestra di dibattito e di utili chiarimenti per
tutti.
Grazie e distinti saluti.
FRANCO FERRI
Grazie sinceri per gli apprezzamenti a «La Vo-
ce».
Per quanto riguarda i testimoni di Geova mi dà
l'opportunità di riaffermare che NON SONO CRI-
STIANI anche se vanno girando con la Bibbia in
mano, perché negano le verità fondamentali del
Cristianesimo e cioè: Santissima Trinità - Divinità
r
di Cristo - Sacramenti - la Chiesa fondata-da Cri-
sto (anzi gli uomini di Chiesa loro li identificano
con Satana) - Immortalità dell'anima - Devozione
alla Madonna e ai Santi - Immagini sacre (elimi-
nano dalla propria casa ogni forma d'immagine
sacra, poi non si fanno scrupolo di appendere al
collo qualunque altro tipo di medaglia ...).
Tutte queste cose non sono inventate da me,
ma è la loro dottrina, che non è cristiana e, direi,
non può essere considerata neppure una forma
di religione. Pur manifestando la mia contrarietà
alla loro capillare e insistente propaganda, li ho
sempre rispettati e se qualche forma di scherzo
ho scritto su «La Voce» è perché loro stessi I'
hanno voluto (es.: non darmi la mano ...).
PERSONAGGIO DEL MESE
Disegno: ZELINDO GIANLORENZO
Apertura del giornale non significa «non avere
una linea ben precisa»; la dottrina cattolica è una:
quella portata avanti dalla Chiesa e va affermata,
pur nella comprensione di altre posizioni, come
del resto è capitato ad Assisi. Il Papa e i Capi di
altre religioni si son trovati d'accordo nel «prega-
re per la pace»; anche se ognuno è rimasto nella
propria posizione dottrinale. Cristo ci spinga a
pregare per l'unità di tutti i cristiani e per la vera
comprensione con le altre religioni.
I «nostri» sono comunisti per la «pagnotta», per
questo cercano di conciliare Comunismo e Reli-
gione; purtroppo portano acqua ai veri comunisti
(atei - senza Dio), iscritti al partito, che non rice-
vono i sacramenti e non si fanno portare in Chie-
sa.
II grande Guttuso per essere portato in Chiesa
deve aver rinunciato alla sua adesione alla dot-
trina comunista.
Della sua lettera approvo in pieno la conclusio-
ne, che faccio mia: «La Voce» darà spazio a chiun-
que vuole animare il periodico con proposte ed ar-
gomenti, anche se non condivisi, proprio per farne
una autentica palestra di dibattito e di utili chiari-
menti per tutti.
/M^VQGÌbn W
DON MARIO RISPONDE A BRECCOLA
MONTEFIASCONESE!
LA VUOI L'AUTOSTRADA? SI?
ALLORA SII SERIO
E DATTI DA FARE
INVECE DI CHIACCHIERARE
Il progetto di uno svincolo sull'autostrada del
Sole che partisse dalla Teverina e andasse a fi-
nire sulla Cassia, non è cosa di. adesso.
Da quasi cinque anni ci si sta lavorando so-
pra> Nella Teverina si sono fatti Convegni,
gruppi di studio, commissioni di progettazione.
Fino a far riunire i presidenti delle Provincie di
Viterbo e di Terni per firmare un conc ordato.
Fin qui le cose. Naturalmente a Montefiasco-
ne non se ne è parlato.
Eppure sono stati attaccati dei manifesti. E
non uno solo.
Eppure il Sindaco di Montefiascone ha par-
tecipato attivamente ai lavori.
Eppure in una delle ultime riunioni di Consi-
glio Comunale si è fatta una deliberazione in
materia.
E strano che nessuno ne sappia niente.
Il progetto dello svincolo sull'Autostrada del
Sole è stato ideato per portare turismo di mas-
sa. E perciò creare lavoro.
Nella nostra zona tutti vanno cercando lavo-
ro per i giovani. Ma non se ne trova. E così chi
si sente responsabile del nostro isolamento e
dei padroni del degrado ambientale, lotta per
procurare una alternativa. Se ne sono accorti
perfino i Comunisti che imperano nella valle
Teverina da decenni e che avevano il fritto di
dire che l'autostrada era fatta solo per i ricchi.
Ricchi non sempre ci si nasce.
Ma ci si può diventare. Se ci si da da fare.
Su. nel Nord ci sono strade a fasci e quattrini a
palate. Perché da noi no?
Se aspettiamo che vengano giù da Milano a
farci guadagnare è come lavare la capoccia al
somaro.
Non possiamo costringere la gente per stra-
de strette e tortuose. Per portarli a casa nostra
ce li dobbiamo invitare.
E li ospiteremo come diciamo noi se sapre-
mo essere pronti culturalmente.
Purtroppo caro Giuseppe Breccola. che io sti-
mo ed ammiro, la deviazione della Cassia non
l'ho inventata io. Ce l'abbiamo trovata quando
si è cominciato a studiare il problema. Così ab-
biamo strutturato la bretella che dall' Autostra-
da va a Montefiascone, in modo che vada a fi-
nire dove è logico: sulla Cassia, comunque sia
fatta.
Lo vuole sapere, caro Breccola perché l'Au-
tostrada del Sole è passata da Orvieto e non da
Viterbo? Perché noi siamo buoni solo a chiac-
chierare. mentre gli Umbri fanno i fatti.
Loro si sono mossi, noi no! Così la volontà
politica ha fatto allungare il percorso di 30 Km.
e noi ci siamo trovati come il pòro don Falcuc-
cio quando gli levarono la sedia di sotto.
Ma la faccenda continua. Tanto che mentre
poche persone di buona volontà si mangiano il
gricile da un sacco di tempo per arrivare all'
Autostrada, tutti gli altri manco si preoccupa-
no di saperlo.
E lo Stato che. qualche soldo lo potrebbe
spendere anche per noi. ci manda a far frigge-
re come se fossimo i figli dell'oca nera.
Don MARIO LOZZI
LA** GIUSEPPE DELLA CASA
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