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LA VOCE
pag. 17
ORMAI È UN ANNO: 27 MARZO 1986
UNIFICAZIONE DELLE DIOCESI
GIOVANNI PAOLO VESCOVO SERVO DEI SERVI DI DIO
A Patrona della nuova
realtà è stata data la
Madonna della Quer-
cia, tanto cara al cuo-
re di ogni Sacerdote
perché ognuno possa
di continuo ritornare a
rifarsi «adprimordio».
Mons. Vescovo
La tegola dipinta dal M.o Monaldo
nel 1417.
Uniamo in perpetuo, con unione cosiddetta estintiva, le Diocesi di Viterbo. Acquapendente. Bagnoregio.
Montetiascone. Tuscania e l'Abbazia di S. Martino al Monte Cimino alla Diocesi di Viterbo.
A perpetua memoria. Noi, che per
singolare disegno di Dio, ci sediamo
in questa cattedra del beatissimo Pie-
tro come pilota al governo della nave
in tutte le nostre iniziative ci sentia-
mo sinceramente animati da quest'u-
nica preoccupazione, sollecitudine e
zelo: provvedere nel migliore dei mo-
di ai bisogni dei fedeli. Infatti le ado-
rabili parole dette da Cristo al beatis-
simo Pietro presso il lago di Tiberia-
de, in qualche modo con il Pontifica-
to sono state dette anche a Noi: «Pa-
sci i miei agnelli... pasci le mie peco-
re» (Gv. 21, 15-17). Queste parole so-
no veramente l'unico motivo che ci
impegna ad eseguire con animo fidu-
cioso tutto ciò che sarà sembrato uti-
le al gregge di Cristo.
Or dunque, poiché il Venerabile
Fratello Luigi Boccadoro, Vescovo di
Viterbo e di Tuscania, Abbate di S.
Martino al Monte Cimino ed inoltre
Vescovo di Acquapendente e di Mon-
tetiascone e Amministratore Aposto-
lico, per Sede vacante, di Bagnore-
gio, col consenso dei Presbiteri e dei
laici cattolici, col voto favorevole del
Consiglio Presbiterale e di tutto il Pre-
sbiterio delle cinque Diocesi, chiese
a questa Sede Apostolica che le Dio-
cesi e l'Abbazia, delle quali già da
molti anni fu a capo, venissero giuri-
dicamente fuse in una unica Diocesi
- infatti risultavano abbastanza inte-
grate per i programmi, gli istituti, il
modo di vivere e di pensare - Noi, do-
po aver soppesato, con somma atten-
zione, le ragioni pastorali di questa
richiesta e approvato il progresso di
quelle Chiese; convinti che fosse
giunto il tempo di compiere quella u-
nione, decretiamo quanto segue, do-
po aver prima sentito la Conferenza
Episcopale Italiana e chiesto il consi-
glio del Venerabile Nostro Fratello il
Cardinale di S.R.C. Prefetto della Sa-
cra Congregazione per i Vescovi, e te-
nuto conto delle norme stabilite dalla
Sede Apostolica per la revisione del-
le circoscrizioni delle Diocesi in Italia
Uniamo in perpetuo, con unione co-
siddetta estintiva, le Diocesi di Viter-
bo, Acquapendente, Bagnoregio, Mon-
tetiascone, Tuscania e l'Abbazia di
S. Martino al Monte Cimino alla Dio-
cesi di Viterbo, la quale perciò acqui-
sta ed abbraccia, nel suo territorio, il
territorio di ognuna di queste Chiese.
La Diocesi così ingrandita si chiame-
rà DIOCESI DI VITERBO. Però i nomi
delle altre circoscrizioni diocesane
soppresse, saranno riportati nell'An-
nuario Pontificio con la particolare
memoria della loro unione con la Dio-
cesi di Viterbo.
Poniamo la nuova Diocesi sotto la
protezione della Beatissima Vergine
Maria, chiamata dal popolo «Santa
Maria della Quercia», venerata con
somma devozione nella chiesa dello
stesso nome attigua al Seminario Re-
gionale di Viterbo. Patroni, cosiddetti
secondari, della Diocesi saranno: S.
Rosa da Viterbo, S. Lucia Filippini, S.
Bonaventura da Bagnoregio. Sede
della Diocesi sarà Viterbo. La chiesa
Cattedrale sarà quella di Viterbo; pe-
rò le cattedrali delle altre Chiese sop-
presse, d'ora in poi saranno decorate
col titolo di Concattedrali, perché non
vada perduta la loro gloriosa memo-
ria. Similmente una sola sarà la Curia
Vescovile, il Collegio dei Consultori,
il Collegio dei Canonici, il Seminario,
il Consiglio Pastorale, il Consiglio
Presbiterale, il Tribunale Ecclesiasti-
co e qualunque altro istituto o ufficio
prescritto dal codice di diritto cano-
nico. Insieme col territorio delle città
e delle parrocchie delle Diocesi e del-
l'Abbazia, sopra elencate, siano uniti
alla Diocesi di Viterbo anche gli ora-
tori, le case e i cimiteri parrocchiali,
le pie fondazioni ed ogni altro bene
ecclesiastico ed ancora, se ve ne è,
doro òavooimDei
qualunque altro diritto di spettanza
alle medesime parrocchie e chiese
delle Diocesi soppresse. Quale Ve-
scovo della Diocesi di Viterbo così
ristrutturata, nominiamo e procla-
miamo il Venerabile Fratello Luigi
Boccadoro, resosi noto finora per la
sua prudenza, zelo e sollecitudine.
Affidiamo a Lui, con le necessarie
facoltà, il mandato di portare a com-
pimento questa Lettera. Poi, a cose
complete, si redigano i documenti, le
cui copie autentiche siano rimesse al-
la Congregazione per i Vescovi. No-
nostante qualunque cosa in contra-
rio. Tutto ciò che abbiamo ordinato
con la presente Lettera abbia valore
per sempre.
Dato in Roma, presso S. Pietro, il
27 marzo dell'anno del Signore 1986,
ottavo del nostro Pontificato.
AGOSTINO CARD. CASAROLI
per gli Affari Pubblici
della Chiesa
BERNARDINO CARD. GANTIN
Prefetto della
Congregazione per i Vescovi
GIUSEPPE DEL TON Prot. Apost.
LAURO GOVERNATORI Prot. Apost.
19 marzo - giovedì:
S. Giuseppe - S. Messe nella chiesa
Cattedrale, ore 7,30 - 8 - 9 - 17,30.
25 marzo - mercoledì:
Annunciazione del Signore.
26 marzo - giovedì:
S. Lucia Filippini (anniversario della
morte).
3 aprile - venerdì:
Primo venerdì del mese.
5 aprile - domenica:
ore 10: Lega di Perseveranza uomini.
Anniversario della morte di Mons.
Giovanni Rosi.
PRO DEFUNCTIS
13 marzo: Margherita Bartoleschi
in lacoponi;
14 marzo: Elisabetta Bartoleschi;
20 marzo: Franco Nardini;
21 marzo: Filomena Zampetta;
27 marzo: Guido Sacco;
28 marzo: Maria Mecali in Trapè;
3 aprile: Ruggero Montebove;
4 aprile: Bartolomeo Ricci.
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